PROGETTO ACQUATICITA’ 
                          
Il progetto acquaticità è ormai un progetto consolidato negli anni proprio perché si ritiene che la piscina rappresenti un’opportunità non solo per avviare i bambini all’esercizio fisico, ma soprattutto un’esperienza che favorisce la scoperta di un aspetto fisico, come l’acqua, che offre notevoli spunti per la crescita globale della persona.
L’attività, infatti stimola meccanismi di adattamento e di conquista progressiva dell’autonomia in un contesto fortemente coinvolgente sia dal punto di vista conoscitivo -relazionale                                                                                                                                                                                                             

FINALITA’
 Allargare il campo conoscitivo/epserienziale
 Allargare il campo delle conoscenze sociali
 Offrire l’opportunità a tutti i bambini di vivere molteplici esperienze formative

OBIETTIVI
 Favorire la conoscenza e l’adattamento del bambino al nuovo ambiente (assumere comportamenti adeguati alle varie situazioni, accettare ed interiorizzare le regole della piscina)
 Promuovere la conquista dell’autonomia
 Rafforzare il sé
 Familiarizzare con l’elemento acqua
 Padroneggiare schemi ed esperienze motorie nuove.

TEMPI
 Da ottobre a gennaio con cadenza settimanale
 Mercoledì dalle 9,30 alle 10,30 (15 minuti di riscaldamento prenatatorio e 45 minuti in acqua con l’istruttore)
 L’inizio è previsto per il mese di Ottobre 2017
UTENTI
 Bambini dell’ultimo anno di frequenza scuola materna (5/6 anni)

RISORSE
 Due insegnati a bordo vasca in caso di bisogno
 Un istruttore in acqua ogni 9/10 bambini
 La collaborazione delle famiglie per il momento del cambio e delle docce
 Pulmino del comune che effettuerà il trasporto


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PROGETTO MINI-VOLLEY

in collaborazione con:

   

Progetto di attività motoria “Tutti in Campo - il piacere del Volley” dalla psicomotricità al Minivolley (Baby volley).

Attività al fine di fare comprendere ai bambini/e coinvolti l’importanza di praticare fin dalla giovanissima età un’attività fisica in un contesto di squadra e quindi di rispetto verso i compagni con regole che vanno osservate.



MUSICA E MOVIMENTO

«La musica è il linguaggio degli angeli, per questo è più facile che la capiscano i bambini che i grandi» W.A. MOZART

PREMESSA
Le attività sonoro musicali mirano a sviluppare la sensibilità musicale, a favorire la fruizione della produzione presente nell’ambiente, a stimolare e sostenere l’esercizio personale diretto avviando anche alla musica d’insieme”.
Le finalità della formazione musicale espresse dagli Orientamenti per la scuola dell’infanzia coincidono con quelle della propedeutica musicale.
La propedeutica musicale vuole valorizzare e sviluppare le abilità congenite in ogni individuo. Il bambino che approda alla scuola materna è, infatti, portatore di capacità musicali che la fruizione di base dovrà far emergere.
La propedeutica musicale propone la musica a misura di bambino, ossia come attività ludica con la quale scoprire i fenomeni sonori e imparare ad ascoltare ed ascoltarsi. L’educazione all’ascolto è fondamentale in una società come quella attuale, pervasa costantemente da rumori e suoni che gradualmente perdono di significato e portano ad un “sentire” distratto.
Giocare con la musica mette in contatto il bambino con il mondo sonoro e gli permette di sviluppare una creatività musicale che lo porta ad esprimersi in un linguaggio innato ma, allo stesso tempo, tutto da scoprire.
La propedeutica musicale presenta una solida e chiara programmazione delle attività, a dispetto di uno spontaneismo didattico purtroppo ancora molto diffuso.
Consolidare nel bambino un’elasticità mentale anche musicale lo rende in grado di avere non una ma più possibilità di scelta in ogni campo del vivere e dell’agire e lo aiuta a non creare schemi chiusi ma finestre aperte sul mondo per affrontare ogni nuova situazione come qualcosa da scoprire e conoscere.
Principi generali sulla metodologia didattica ORFF SCHULWERK
La metodologia dello Schulwerk si ispira a principi didattici di stampo prettamente attivo e interdisciplinare. Principi che ne qualificano la ricchezza operativa e la pluralità di stimoli e che appunto per questo lo configurano non tanto come ‘metodo’ - il che presumerebbe una serie di operazioni progressive e 'chiuse' mediante le quali acquisire una determinata abilità - ma come una prassi metodologica molto aperta all'apporto personale dell'insegnante.

Tali principi possono sintetizzarsi come segue:

a) l'attività musicale collettiva deve mirare in primo luogo a contribuire alla formazione generale dell'individuo, alla sua socializzazione, allo sviluppo delle sue capacità intellettive e creative, all'allenamento ed all'affinamento delle sue facoltà psico-motorie, più che all’apprendimento della musica: la quale diviene, in al prospettiva, prima un mezzo che uno scopo;

b) l'apprendimento della musica non può essere avviato attraverso la relativa teoria, ma attraverso la pratica di forme musicali elementari, adeguate via via ai diversi stadi evolutivi - intellettivi e fisici - del bambino, che è chiamato a produrle in prima persona, grazie a precise tecniche metodologiche di improvvisazione e di composizione empirica, col sussidio di uno strumentario musicale didattico concepito ad hoc (e comunemente denominato ‘strumentario Orff’);

c) da tale pratica discendono man mano anche le prime fasi di razionalizzazione teorica;

d) la musica, soprattutto nella fase del primo apprendimento non è separabile alle altre attività comunicativo-espressive (linguaggio, gesto, immagine, danza);

e) il naturale esito di ogni tratto del percorso educativo musicale si concreta in forme di performance integrata - musicale, coreutica e visuale - che investano un mondo fantastico, ogni volta riconquistato e rinnovato, entro cui si assommi il distillato di tutte le fruttuose esperienze multidisciplinari, emotive, culturali e pratiche, svolte fino a quel punto.

Si può dire in conclusione che l'Orff-Schulwerk, oltre ad essere sicuramente oggi la metodologia più diffusa in campo pedagogico musicale internazionale, sia anche quella più ricca di contenuti e più aperta a contributi innovativi che la adeguino alle esigenze educative in costante rinnovamento

Il progetto terrà quindi conto che:

• Il “fare” è tipico del bambino di fronte ad esperienze che ha occasione di vivere;
• L’attività ludica è il principale mezzo con il quale il bambino esplora la realtà circostante;
• L’esperienza musicale stimola l’invenzione stessa dei bambini;
• La musica è veicolo di socializzazione e partecipazione;
• La musica è linguaggio comunicativo.

OBIETTIVI GENERALI

Aiutare la coordinazione motoria
• Permettere l’incontro con gli altri
• Integrare la percezione razionale con quella corporea: penso e agisco, rendo visibile il mio pensiero
• Eliminare la competizione e il ruolo di leader
• Favorire il semplice contatto del dare e offrire la mano
• Collegarsi ad altre realtà scolastiche ( prerequisiti per l’acquisizione di capacità logico-matematiche)

OBIETTIVI MUSICALI

• Discriminazione fra : forte/piano (intensità)
lungo/corto (durata)
alto/basso (altezza)
lento/veloce (velocità)
colori (timbro)
• Sviluppo della percezione ritmica: pulsazione (tempo)
ritmo (svolgersi nel tempo)

MATERIALI

  Danze
• Filastrocche
• Girotondi
• Canzoncine (adatte all’estensione tonale dei bambini di 3
• Giochi ritmici motorio-musicali
• Esplorazione di semplici strumenti percussivi
• La voce come strumento sempre ed ovunque a disposizione
• I suoni del corpo
• I suoni della città e dell’ambiente
• Storie narrate, disegnate e/o inventate

MODALITA’
Il laboratorio si terrà a scadenza settimanale con incontri di 45 min ciascuno per i mezzani e 30 min per i piccoli


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Progetto di laboratorio di Lingua Inglese

Il progetto di insegnamento della lingua inglese nella Scuola dell’Infanzia non si configura come un insegnamento precoce, ma come una sensibilizzazione del bambino verso un codice linguistico diverso dal proprio che si svilupperà gradualmente in un apprendimento attivo e consapevole.
Le attività proposte per il laboratorio partono dall’esperienza concreta dei bambini che apprenderanno la lingua attraverso:

 la vista (attività di disegno e osservazione)
 il tatto ( incollare, toccare, manipolare …)
 l’udito (attività di ascolto)
 il movimento (mimo, balli e giochi).

Le attività proposte saranno sempre in forma ludica, attraverso giochi di gruppo o a coppie, privilegiando soprattutto la fase orale; ci si potrà avvalere dell’ausilio di puppets (marionette animate) o flash-cards che faranno da tramite tra l’insegnante ed il gruppo dei bambini per stimolare e tenere vivo il loro interesse e la partecipazione attiva, favorendo quindi l’apprendimento.

Le suddette tematiche e i tempi di svolgimento potrebbero subire variazioni sulla base dell’interesse dimostrato dai bambini. Inoltre, altri argomenti potrebbero venire aggiunti, anche in relazione al periodo dell’anno in cui ci si trova a lavorare.

PRODOTTI . Realizzazione di cartelloni e prodotti individuali con l’uso di varie tecniche espressive. . Realizzazione di giochi strutturati per la sezione (domini, memory, bingo ….) . Realizzazione di un little book personale (libricino) da conservare in ricordo dell’esperienza.

CONCLUSIONI Stimolare la curiosità dei bambini ed abituarli a considerare e usare altri codici espressivi e di comunicazione anche in previsione all’ingresso nella scuola primaria


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